Gela (CL) – Nell’anno scolastico 2012 – 2013 la città di Gela lanciava il primo progetto di educazione alla libertà, denominato  passaporto del volontariato. Fu il MoVI a proporre il progetto, ideandolo e organizzandolo perché potesse risultare “attraente per gli adolescenti”. Il passaporto del volontariato  nasce su influenza della festa della liberazione e dell’esperienza delle Aquile Randagie, esperienza di Resistenza dello scoutismo.   A ideare e costruire il progetto pedagogico è stato il responsabile del MoVI Gela, Enzo Madonia, con una esperienza ventennale nello scoutismo. La proposta condivisa con le organizzazioni associative della città di Gela  si è avvalsa  del supporto del Centro di Servizi del Volontariato e oggi è diventato uno strumento di educazione alla libertà con il quale centinaia di adolescenti sperimentano la vita solidale dentro le organizzazioni di volontariato della città, fuori dalla scuola ma in collaborazione con essa. La sfida lanciata dal MoVI nel 2012 fu di costruire una grande alleanza tra il mondo della scuola e il mondo delle associazioni. Il lancio  raccontato da MONDO SOLIDALE (rivista del CeSVoP) ne evidenziava la fase sperimentale e innovativa. <<Ai tempi del Coronavirus  la “resistenza” deve continuare – afferma Enzo Madonia, Presidente del MoVI e della Comunità Laudato Si di Gela –   e grazie all’impegno sociale di uomini e donne che credono nel valore del dono e dell’impegno, il 25 aprile 2020 segna ancora di più la necessità di educare alla libertà. Oggi, le organizzazioni di volontariato e la varie forme libere d’impegno e difesa del creato, sono la Nuova Resistenza. Occorre resistere all’odio, all’indifferenza, al consumo indiscriminato delle risorse, ma soprattutto occorre lavorare per rimuovere le disuguaglianze sociali, così avremo difeso il nostro Paese e la Costituzione>>.

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