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Passaporto del Volontariato: a Gela esperienza unica nel Sud Italia che realizza un sistema educativo evoluto.

By 15 Aprile 2019 No Comments

(Gela) – E’ la città di Gela, la prima città del sud Italia, ad aver sperimentato  il passaporto del volontariato. Un progetto per l’educazione alla cittadinanza attiva,  ideato e progettato dal MoVI Gela nel 2013; oggi nel 2019 è un sistema educativo evoluto che mette in rete scuole e associazioni grazie ad un protocollo d’intesa che valorizza e certifica le competenze acquisite nell’esperienza di volontariato.

Il progetto a Gela per la prima volta è stato presentato il  19 gennaio del 2013. Una data simbolica, scelta dal Movimento di Volontariato Italiano (MoVI Gela), giorno di nascita del giudice Paolo Borsellino.  

Il Passaporto del Volontariato utilizza la pedagogia del learning by doing, dell’imparare  facendo, per educare ai valori di solidarietà e giustizia, un metodo presente anche  nello scoutismo che in fase progettuale è stato scelto  dal MoVI Gela per  contagiare altre esperienze associative. E’ un progetto che si realizza attraverso la partecipazione agli Atelier promossi dalle Associazioni del territorio che diventano in questo modo veri e propri “laboratori permanenti” di educazione alla cittadinanza.

Contemporaneamente, il Passaporto,  è un percorso extra-scolastico per certificare le competenze acquisite durante le esperienze. Ad ogni studente che accetta la “sfida” di partecipare tramite attività di volontariato alla vita della città, viene consegnato, un documento personale,  che riconosce il valore educativo e formativo del volontariato. La certificazione delle competenze si realizza secondo quanto previsto dal Protocollo d’Intesa  firmato il  19 gennaio 2013 e stipulato tra il MoVI, il CSV e le Scuole di Gela.

Gela è stata la prima città del Sud a sperimentare il Passaporto e la seconda città d’Italia dopo l’esperienza di Milano.

Il MoVI sta lavorando insieme alla rete di CantiereGela  per proporre una legge all’Assemblea Regionale Siciliana perché il passaporto del Volontariato diventi uno strumento educativo strutturato, una vera  “scuola di partecipazione” e di “formazione delle coscienze” , una “scuola di buone politiche”,  strumento per riavvicinare i cittadini, soprattutto i giovani,  alla politica e all’impegno sociale.

 

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