Gela (CL) – Cittadini e associazioni, qualche settimana fa, in sordina, senza riflettori, si sono dati appuntamento per ripulire l’area archeologica della mura Timoleontee di Caposoprano. Un lavoro incredibile, minuzioso e di alto civismo che si vede di solito nelle città più evolute del nord Italia, inizia a diventare nella città di Gela un momento aggregativo ma anche educativo e nello stesso tempo non più solo di denuncia ma di protagonismo sociale.

Il lavoro esemplare fatto da questi cittadini, di fatto migliora notevolmente la fruizione del luogo, ma non risolve del tutto il problema. Almeno fino ad oggi. Perchè questi “cittadini moderni” come si definiscono, sono intenzionati a fare sul serio, chiedendo la gestione e l’animazione del Parco.

Per tale ragione, spinti dal laboratorio di CantiereGela, un progetto del MoVI per il rilancio sociale e culturale della città, è nato uno dei primi ecomusei in Sicilia, l’Ecomuseo del Golfo di Gela che tra gli obiettivi  quello di realizzare il progetto  “PARCO URBANO – EDUCATIVO – ARCHEOLOGICO TIMOLEONTE”  che sarà presentato alla città la prossima primavera durante un convegno.

La prima attività realizzata dall’Ecomuseo del Golfo si è svolta il 5 novembre scorso  quando i volontari hanno organizzato una campagna di comunicazione sociale curata dal MoVI per aprire il parco di domenica alle famiglie. Ed è stato un successo. I giorni scorsi invece l’intervento che oggi  rende visibili ai turisti  ma anche ai gelesi le aree archeologiche la cui vista era sostanzialmente oscurata dalla piante. I volontari hanno fatto diversi interventi per aree rendendo fruibili, la fornace medievale, le abitazioni a nord delle mura vicine al muro a contrafforti. Un grosso intervento è stato fatto sulla la stradina che costeggia le mura a nord e ancora tutte le strade di accesso al sito. Tra i volontari dell’Ecomuseo ci sono professionisti, medici in pensione, insegnanti, consulenti, ma anche i ragazzi immigrati, studenti e pensionati.  Il loro intervento è stato quello di tagliare arbusti infestanti, erbacce, rimuovere i sassi dai viali interni cosi da permettere  il passaggio più agevole per le signore e le mamme con i passeggini. A coordinare le attività è stato Michele Curto (Medico in pensione dell’Ospedale di Gela) presidente dell’Ecomuseo del Golfo con la collaborazione di Mario Bracciaventi del gruppo archeologico Geloi, Rosario Grillo della Pro Loco, Andrea Alessi presidente dell’Archeoambiente, Gero Bongiorno presidente della Casa del Volontariato,  Tonino Calvo, Luigi Favitta e circa 15 giovani immigrati dell’associazione ” TU COME ME “con la supervisione della responsabile Maria Vassallo. Un contributo gratuito  l’ha fornito la ditta Di Fede Nunzio e Saro, con la fornitura di sabbia.

Non è possibile tenere un tesoro così importante ostaggio dei cani randagi e quindi serve necessariamente una collaborazione tra Istituzioni, senza giocare al rimpallo delle responsabilità, chi può deve fare. Anche le Istituzioni devono imparare a lavorare Insieme.

L’Ecomuseo del Golfo si prepara in questo modo ad una serie di attività con l’obiettivo tra gli altri di consentire l’accesso al parco ai cittadini di Gela durante tutto l’anno  in modo gratuito per farlo diventare uno spazio vitale della città, un polmone educativo e culturale e di questo la città ha veramente bisogno.

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